Sorry readers. I know that the following story will be incomprehensible for the most of you but it's going to be a vent. This words are for my bestfriend Ombretta, who has been bulimic for 12 years. We were inseperable till her parents sent her away to the hospital. I try to call them but everytime they hide me the truth (are they ashamed?). I know she is still sick but I miss her and I always thing how much splendid were the days we spent together. I look forward to hugging her again.
A big kiss to you all.
Era l'anno scolastico 2003. Decisi di cambiare ambiente perchè quello del Parini stava diventando davvero insostenibile. Lo comunicai ai miei i quali si diedero da fare per cercare le alternative per una scuola privata. Il primo magistrale che ne uscì fu quello di Monza, l'istituto delle suore Canossiane. Ottenuto il permesso dal vecchio preside, mi presentai nella nuova scuola. Niente più crepe sui muri, bagni come riunione di fumatori e disordine per i corridoi. No, l'ambiente si presentava del tutto diverso. Piante ai lati, immagini di santi, pavimenti in marmo, pulizia assoluta e suore vigilesse su ogni piano. Non ero abituata a tutto ciò ma continuai per la mia scelta. Tanto non ero sola. La Friz, mia migliore amica dei tempi, pur di non perdermi mi seguì e a rotazione altre ragazze stufe del Parini come me. Feci subito un colloquio con la vice preside. La dolcezza fatta donna, calma, con la capacità di far sentire le persone a proprio agio. Alcuni moduli da compilare, i fogli per la retta ed ecco che anche io facevo parte di quel nuovo istituto. Il primo giorno fu un misto di paure e gioie. La prof di scienze mediche volle interrogare per il debito già dal primo giorno e io di fisica non avevo ancora aperto libro. Me la scampai semplicemente non comunicandole di averlo. Ogni cambio dell'ora era un momento per conoscere le nuove compagne, estremamente accoglienti e simpatiche. Dietro a me, verso la mia destra c'era lei, Ombretta. Una ragazza particolare, bella, in carne, visibilmente dark e metallara. Cintura con le borchie, capelli scuri, un po' di matita nera sotto gli occhi e le all star. Una ragazza riservata, diversa dalle altre perchè non voleva a tutti i costi mettersi in mostra.
In quell'anno, forse per lo stress, gli sforzi fisici, o semplicemente qualche problema passeggero, avevo le ginocchia doloranti. Fu per quello che mi presentai subito con un esonero in educazione fisica. Lei invece non voleva fare ginnastica, diceva che si vergognava e preferiva stare seduta a guardare. Da quel momento però osservò le compagne giocare con una nuova amica. Io e lei ci parlammo solo un'ora ma da li capimmo che eravamo fatte per legare. Già, io e lei, due personaggi con passati un po' tormentati e molto insicure di noi stesse. Entrambe bisognose di affetto che nessuno riusciva a darci nella quantità, qualità e costanza giusta. Ombretta allora pesava 56 chili esattamente come me, per un'altezza di 1.60 cm. Ci stavamo affezionando l'una dell'altra ma ancora ci confidavamo poco. Sapevamo di non stare bene ma il sostegno che ci demmo non fu sufficiente. Lei la vidi calare di peso giorno per giorno fino a quando non si presentò in aula per un po'. Al suo ritorno non c'erano più rotolini ma spuntarono le prime ossa. Da parte mia c'era una depressione che crebbe a dismisura con la conseguente fobia dei luoghi chiusi e silenziosi. Fu per quello che non riuscì più ad entrare in classe per più di un'ora. Gran parte della giornata la passavo fuori in corridoio con le suore o uscivo direttamente prima.
Io e Ombry ci scrivevamo. Quando adoro una persona amo scriverle lettere. Le dissi subito che per quanto poco la conoscessi, fu capace di darmi più di chiunque altro. E la nostra amicizia crebbe proporzionalmente ai chili che perse. Io e lei non ci staccammo più. Io stavo dietro ai suoi attacchi bulimici e mangiavo a dismisura come lei ma tenendo tutto. Quando stavo vicino a lei mi scordavo che la mia depressione era sfociata in anoressia. Mi sentivo sicura e protetta. Ero felice quando la vedevo e lo erano anche i suoi occhi. Insieme andammo in vacanza. Per due anni di fila. Lierna era il nostro paradiso lontano da ogni fonte di stress. E lei con me mangiava senza vomitare. La prima volta mi cambiò. E con cambiare parlo di cambiamenti fisici. Mi migliorò, mi diede la spinta per crescere in autostima. La seconda io mi stavo già formando una nuova vita da persona ormai normale, con l'anoressia in fase di guarigione (momentanea..seguirà un'altra ricaduta). La salutai a giugno del 2005 prima di partire d'estate per la Sicilia. Da quel giorno rintracciarla fu sempre più difficile. I suoi che mi volevano bene, preferirono nascondermi tutto. Ombretta presto finì in ospedale. Ormai pesava 32 chili. La vidi solo 3 volte da allora. Oggi putroppo non so più niente di lei. Tempo fa mi disse sua mamma che era in comunità a Torino. Non so se ne è uscita e se sta bene. L'unica cosa che mi è rimasta da sapere è che non vivo un giorno senza di lei nella mia mente. Ho ancora chiari i suoi occhi illuminati e spalancati quando entravo in classe la mattina. Le spese all'unes di Monza e il porcile che lasciavamo davanti alle scale della "Rinascia", le camminate a braccetto, i pranzi a casa sua, la sua vocina tenera che mi diceva: "ma lo sai come si dice fruttivendolo in tedesco? gemuesehaendler". Ricordo i "ti voglio bene" detti con il cuore alla persona alla quale ho voluto più bene in assoluto, più di quanto ne vorrò mai alla mia vita. E ti penso anche ora mentre Avril (che tu adoravi) canta
I always needed time on my own
I never thought I'd need you there when I cry
And the days feel like years when I'm alone
When you're gone
The pieces of my heart are missing you
When you're gone
The face I came to know is missing too
When you're gone
All the words I need to hear to always get me through the day
And make it OK
I miss you
I've never felt this way before
Everything that I do
Reminds me of you
Perchè io ho bisogno di te e non smetterò mai di sperare che un giorno io e te saremo ancora abbracciate in centro a Monza davanti all'Upim. Ti voglio bene stellina, non ti dimenticherò mai.
